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Cooperativa muratori e manovali di SantIlario dEnza

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Profilo storico

Nel 1904 nasce a Sant’Ilario la Cooperativa muratori ed esercenti arti affini con presidente Augusto Salvatori, futuro sindaco.
Il nome della cooperativa deriva dal fatto che oltre a svolgere attività edilizia, gestisce un magazzino di materiali da costruzione e un laboratorio di falegnameria, arrivando in questo modo a contare 185 soci quando nel 1922 partecipa all’Esposizione agricola-industriale e del lavoro di Reggio Emilia.
Con il fascismo la cooperativa conosce un declino inarrestabile e alla fine degli anni ’20 viene liquidata.  

L’11 settembre 1932 viene ricostituita col nome di Società anonima cooperativa braccianti di Sant’Ilario, con presidente Guglielmo Greci.
Dopo alcuni anni travagliati, si trasforma nel 1937 in Cooperativa nazionale muratori e manovali, ampliando la sua attività anche all’edilizia civile e al cemento armato. Presidente viene eletto Giuseppe Greci. La cooperativa in pochi anni triplica il fatturato, mentre i soci raddoppiano arrivando a 100.  

Durante la guerra l'attività ripiega a tal punto da costringere la cooperativa nel 1943 a sospendere l'attività sociale.
Nel giugno del 1945, sotto il nome di Società cooperativa muratori e manovali di Sant’Ilario d’Enza, la cooperativa riprende l’attività con circa 120 soci che eleggono alla presidenza Bruno Reggiani.

I primi anni del Dopoguerra sono difficili, il lavoro è spesso volontario e gratuito. I soci accettano lunghi periodi di disoccupazione, soprattutto quella invernale, accontentandosi spesso solamente di acconti sul salario; ma tuttavia diminuiscono, diventando 70 nel 1950.  

La cooperativa decide allora di cercare lavoro fuori dalla provincia. Come altre, punta su Milano e in particolare sui cantieri dell’Istituto autonomo case popolari (IACP).
Per i soci lavoratori è un periodo di grandi sacrifici: rientrare a casa ogni settimana costa troppo e molti preferiscono trasferirsi per l’intero periodo di lavoro nella zona dove è insediato il cantiere, pur alloggiando in modo precario in baracche.
Grazie a queste rinunce la cooperativa in breve tempo triplica il fatturato, anche se i risultati economici non sono altrettanto soddisfacenti. Così nel 1956 la cooperativa decide di fare una scelta organizzativa innovativa, assumendo un geometra e un ragioniere; il che consente, soprattutto nei cantieri esterni lontani dalla sede, un controllo più efficace del processo produttivo.

Nel 1960 la cooperativa si fonde, incorporandola, con la Cooperativa edile di Calerno costituita il 22 marzo 1946 da 15 soci in Calerno di S. Ilario d’Enza.

Grazie all’intervento dell’Associazione provinciale delle cooperative di produzione e lavoro nel 1974 la cooperativa si fonde, incorporandola, con la Cooperativa emiliana di Gattatico,la quale,  con un’età media dei soci di 31 anni garantisce linfa vitale alla Muratori.
Negli stessi anni, l’ampliamento del mercato a città quali Genova, Torino e altre regioni, oltre alle già attestate Reggio Emilia e Milano, porta la cooperativa a considerare positivamente la fusione in Coopsette.  

L’Archivio storico
(vedi scheda sull'intervento di riordino)
La documentazione riordinata finora si compone di 21 unità archivistiche. Esse si sviluppano in serie relative a:
   1. Soci e Assemblea dei soci (1932-1976), 4 unità
   2. Consiglio di amministrazione (1932-1976), 7 unità
   3. Collegio sindacale (1940-1976), 2 unità
   4. Pensioni ai soci (1966-1976), 1 unità
   5. Inventario, beni mobili e immobili, compensi a terzi, magazzino (1933-1976), 7 unità

L’Archivio storico della Cooperativa edile di Calerno
La documentazione riordinata finora si compone di sole sette unità archivistiche che sono state ripartite in due serie:
   1. Scritture societarie (1946-1969), 3 unità
   2. Scritture ammnistrativo-contabili (1957-1960), 4 unità


 
 


 

 

 

 

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